<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft wp-image-63149 size-medium" src="http://retelabuso.org/wp-content/uploads/2016/01/Cattura-3-300x231-300x231.jpg" alt="" width="300" height="231" />Napoli, accusa un sacerdote di averlo violentato. «Mi comprò un motorino. Per tacere mi diedero 250 euro»</p> <p style="text-align: justify;">Il Santo Padre le chiede di sospendere lo sciopero della fame. Ha letto la sua lettera, è rimasto colpito e seguirà personalmente la vicenda». Sono le parole che monsignor Giovanni Angelo Becciu, sottosegretario per gli Affari Generali del Vaticano ha pronunciato ieri mattina a Sergio Cavaliere, l'avvocato di Diego (nome di fantasia), presunta vittima di abusi sessuali da parte di un prete della diocesi di Napoli.</p> <p style="text-align: justify;">Diego era in sciopero della fame dal 18 gennaio scorso dopo aver denunciato le violenze subite da adolescenti.</p> <iframe src="http://video.corriere.it/video-embed/b6085172-c733-11e5-b16b-305158216b61" width="540" height="340" frameborder="no" scrolling="no"></iframe> <p style="text-align: justify;">I fatti incriminati risalgono a quando Diego (oggi 40enne) aveva 13 anni ed era alunno di terza media. Il suo professore di religione era don Silverio M. «Mi. invitò ad andare a casa sua dopo le lezioni - racconta-, Quando arrivai chiuse le persiane, mi fece sedere su un divano e iniziò a baciarmi in bocca. Le avance si trasformarono in rapporti sessuali per almeno due anni. Iniziarono richieste strane a cui trovava sempre una giustificazione. Aveva anche tante perversioni. A 16 anni gli dissi che quegli incontri mi facevano stare male e lui poco dopo mi comprò un motorino». Racconta tanti dettagli intimi: «Ha un difetto fisico che può conoscere solo chi ha avuto rapporti sessuali con lui».</p> <p style="text-align: justify;">Diego di questi incontri non ne parla con nessuno, si sente colpevole. Si rimprovera di non aver avuto la forza di opporsi. È costretto a rivelare tutto alcuni anni più tardi.</p> <p style="text-align: justify;">Avverte un malore mentre sta lavorando come guardia giurata. Dopo un lungo deambulare tra medici e specialisti viene indirizzato a uno psicote-rapeuta. «Ci sono voluti otto mesi per tirargli fuori la verità - ricorda il dottor Alfonso Rossi che lo spinge a denunciare -. Parlare della sfera intima significava provocargli un vomito violento».</p> <p style="text-align: justify;">La prima lettera alla Curia napoletana la spedisce la mamma di Diego nel 2010. «Qualche giorno dopo due ragazzi ci consegnano una busta e vanno via. Dentro c'erano 250 euro» ricorda la moglie di Diego con la quale ha avuto tre figli.</p> <p style="text-align: justify;">E la prima volta che Diego racconta tutti i dettagli della sua vicenda. Lo fa tra singhiozzi e balbuzie. Diventa paonazzo quando ricorda il giorno delle nozze. Apre il computer e mostra una fotografia: al centro c'è don Silverio che abbraccia sorridente la moglie e tiene sotto braccio lui. Che è l'unico a non ridere. Ha un volto funereo. <<Mia mamma volle a tutti i costi che a sposarci fosse quel prete, io non potevo dire niente. Mi sentivo morire».</p> <p style="text-align: justify;">Dopo il malore la famiglia si rivolge alla rete l'Abuso (che nasce dall'idea di un gruppo di persone abusate da sacerdoti) di cui è presidente Francesco Zanardi. Inviano una nuova lettera al cardinale Crescenzio Sepe, ma anche al ministero dell'lstruzione. «Pur sapendo di cosa fosse accusato, mandano il prete a insegnare in una scuola media di Volla (Na) con bambini di dieci anni» accusa l'avvocato. Diego minaccia di uccidersi con la pistola d'ordinanza. Tutto quello che ottiene è il ritiro del porto d'armi e la perdita del lavoro.</p> <p style="text-align: justify;">A ottobre 2015 gli propongono una visita con uno psicologo di fiducia della Diocesi. «L'obiettivo era chiaramente quello di farlo dichiarare pazzo e chiudere il caso. Abbiamo rifiutato» replica il dottor Rossi.</p> <p style="text-align: justify;">Di don Silverio invece si perdono le tracce. La curia gli toglie la parrocchia ma sul sito della Diocesi risulta ancora tra i sacerdoti in servizio.</p> <p style="text-align: justify;">Antonio Crispino</p> <p style="text-align: justify;">Il Corriere del 30-01-2016</p>