Almeno uno dei tredici testimoni ascoltati dalla Squadra mobile di Bari ha confermato i metodi utilizzati da don Vito Martinelli, l’ex parroco di Corato finito ai domiciliari sabato per violenza sessuale aggravata dall’abuso di autorità e che oggi dovrà comparire davanti al gip di Trani, Domenico Zeno, per l’interrogatorio di convalida. I dettagli sono nel verbale che il pm Francesco Chiechi ha depositato tra gli atti di supporto alla richiesta di arresto in carcere per il sacerdote 56enne (difeso dagli avvocati Rinaldo Alvisi di Barletta e Salvatore D’Aluiso di Bari): un’inchiesta nata dal racconto della vittima, che per il gip è «coerente, costante e dettagliato».
Tra le persone ascoltate dalla Squadra mobile c’è un altro parrocchiano del Sacro Cuore, che ha raccontato dei messaggi ricevuti dal sacerdote fornendo gli screenshot delle anteprime: il testimone ha detto che don Martinelli, dopo un approccio su Whatsapp, avrebbe trasferito la conversazione su Telegram impostando la cancellazione automatica dei messaggi e facendo domande sulla «vita intima» dell’uomo proponendogli di «guardare insieme» dei video porno. «Un modus operandi già visto nel caso [della vittima] – secondo il gip -, dimostrando che non si trattava di un fatto limitato»…
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