<div style="text-align: justify;"><span style="color: #000080;"><b>La VIOLENZA sui MINORI è considerata MENO GRAVE dell“</b></span><span style="color: #000080;"><b><i>asportazione o la conservazione a scopo sacrilego, o la profanazione delle specie consacrate</i></b></span><span style="color: #000080;"><b>”, cioè di una questione materiale, e resta un "</b></span><span style="color: #000080;"><b><i>delitto contro i COSTUMI</i></b></span><span style="color: #000080;"><b>" e NON un crimine contro la PERSONA.</b></span></div> <div style="text-align: justify;"><span style="color: #000080;"><b> </b></span></div> <div style="text-align: justify;"><span style="color: #000080;"><b>Non poteva nemmeno mancare la discriminazione nei confronti delle donne: uno dei "delitti più gravi" è l"attentata sacra ordinazione di una donna", per cui è prevista la scomunica.</b></span></div> <div style="text-align: justify;"><span style="color: #000080;"><b> </b></span></div> <div style="text-align: justify;"><span style="color: #000080;"><b>La più grossa preoccupazione, poi, è che non si vìoli la segretezza del confessionale, soprattutto quando ad essere interessati alla confessione sono le autorità giudiziarie...</b></span></div> <div style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><b> </b></span></div> <div style="text-align: justify;"><span style="color: #800000;"><b><i>De delictis gravioribus del 18 Maggio 2001, emessa da </i></b></span><span style="color: #000000;"><b><i>Giovanni Paolo II</i></b></span><span style="color: #800000;"><b><i> a firma del Monsignor Ratzinger, conferma del <a href="https://retelabuso.eu/wp-content/uploads/2025/12/3-3-di-preti-pedofili-grazie-alla-complicita-dello-stato-italiano-che-non-interviene-da-decenni-non-solo-sul-clero-video-integrale-della-conferenza-alla-stampa-estera.webpwp-content/uploads/2026/05/la-coppia-che-si-suicida-come-la-figlia-molestata-da-bambina-da-un-parente-lultima-intervista-al-papa-quelluomo-un-assassino-1.webpwp-content/uploads/2026/01/il-vescovo-di-bilbao-riconosce-il-lavoro-di-el-pais-per-indagare-sulla-pedofilia-e-gli-sforzi-delle-vittime-per-denunciare-1.webpwp-content/uploads/2025/02/chiesa-e-pedofilia-la-condanna-del-card-pell-in-australia-lalto-prelato-mai-sfiorato-dalla-magistratura-ecclesiastica-1.webpwp-content/uploads/2025/02/domenica-15-a-celle-ligure-gianluigi-nuzzi-presenta-il-suo-ultimo-libro-inchiesta-peccato-originale-interverra-francesco-zanardi-presidente-della-rete-labuso.webpwp-content/uploads/2025/02/preti-pedofili-e-adulti-complici-il-corto-di-cammuso-illumina-la-sala-farina-gesti-orrendi-camuffati-da-abito-religioso.webpwp-content/uploads/2025/02/caso-vitale-processo-rinviato-a-dicembre-messere-a-telemolise-fatti-gravissimi-perche-commessi-da-chi-ha-una-funzione-educativa.webpwp-content/uploads/2025/02/chi-lha-visto-affronta-il-prete-che-ha-abusato-di-lui-la-risposta-preghiamo-insieme-un-caso-denunciato-dalla-rete-labuso.webp1962/03/16/16031962-crimen-sollicitationis-ita-alfredo-ottaviani/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Crimen Sollicitationis del 16 Marzo 1962</a> emanato da </i></b></span><span style="color: #000000;"><b><i>Giovanni XXIII</i></b></span><span style="color: #800000;"><b><i> a firma del Monsignor Ottaviani:</i></b></span></div> <div style="text-align: justify;"> <hr /> </div> <div style="text-align: justify;">"Art. 1</div> <div style="text-align: justify;"></div> <div style="text-align: justify;">§ 1. La Congregazione per la Dottrina della Fede, a norma dell’art. 52 della Costituzione Apostolica Pastor Bonus, giudica i delitti contro la fede e i delitti più gravi commessi contro i costumi o nella celebrazione dei sacramenti e, se del caso, procede a dichiarare o irrogare le sanzioni canoniche a norma del diritto, sia comune sia proprio, fatta salva la competenza della Penitenzieria Apostolica e ferma restando la Agendi ratio in doctrinarum examine.</div> <div style="text-align: justify;"></div> <div style="text-align: justify;">§ 2. Nei delitti di cui al § 1, per mandato del Romano Pontefice, la Congregazione per la Dottrina della Fede ha il diritto di giudicare i Padri Cardinali, i Patriarchi, i Legati della Sede Apostolica, i Vescovi, nonché le altre persone fisiche di cui al can. 1405 § 3 del Codice di Diritto Canonico e al can. 1061 del Codice dei Canoni delle Chiese Orientali.</div> <div style="text-align: justify;"></div> <div style="text-align: justify;">§ 3. La Congregazione per la Dottrina della Fede giudica i delitti riservati di cui al § 1 a norma degli articoli seguenti.</div> <div style="text-align: justify;"></div> <div style="text-align: justify;">Art. 2</div> <div style="text-align: justify;"></div> <div style="text-align: justify;">§ 1. I delitti contro la fede, di cui all’art. 1, sono l’eresia, l’apostasia e lo scisma, a norma dei cann. 751 e 1364 del Codice di Diritto Canonico e dei cann. 1436 e 1437 del Codice dei Canoni delle Chiese Orientali.</div> <div style="text-align: justify;"></div> <div style="text-align: justify;">§ 2. Nei casi di cui al § 1, a norma del diritto spetta all’Ordinario o al Gerarca rimettere, se del caso, la scomunica latae sententiae e svolgere il processo giudiziale in prima istanza o extragiudiziale per decreto, fatto salvo il diritto di appello o di ricorso alla Congregazione per la Dottrina della Fede.</div> <div style="text-align: justify;"></div> <div style="text-align: justify;">Art. 3</div> <div style="text-align: justify;"></div> <div style="text-align: justify;">§ 1. I delitti più gravi contro la santità dell’augustissimo Sacrificio e sacramento dell’Eucaristia riservati al giudizio della Congregazione per la Dottrina della Fede sono:</div> <div style="text-align: justify;"></div> <div style="text-align: justify;">1° <span style="color: #000000;"><b><i>l’asportazione o la conservazione a scopo sacrilego, o la profanazione delle specie consacrate</i></b>, di cui al can. 1367 del Codice di Diritto Canonico e al can. 1442 del Codice dei Canoni delle Chiese Orientali;</span></div> <div style="text-align: justify;"></div> <div style="text-align: justify;">2° l’attentata azione liturgica del Sacrificio eucaristico di cui al can. 1378 § 2 n. 1 del Codice di Diritto Canonico;</div> <div style="text-align: justify;"></div> <div style="text-align: justify;">3° la simulazione dell’azione liturgica del Sacrificio eucaristico di cui al can. 1379 del Codice di Diritto Canonico e al can. 1443 del Codice dei Canoni delle Chiese Orientali;</div> <div style="text-align: justify;"></div> <div style="text-align: justify;">4° la concelebrazione del Sacrificio eucaristico vietata dal can. 908 del Codice di Diritto Canonico e dal can. 702 del Codice dei Canoni delle Chiese Orientali, di cui al can. 1365 del Codice di Diritto Canonico e al can. 1440 del Codice dei Canoni delle Chiese Orientali, insieme ai ministri delle comunità ecclesiali che non hanno la successione apostolica e non riconoscono la dignità sacramentale dell’ordinazione sacerdotale.</div> <div style="text-align: justify;"></div> <div style="text-align: justify;">§ 2. Alla Congregazione per la Dottrina della Fede è riservato anche il delitto che consiste nella consacrazione a fine sacrilego di una sola materia o di entrambe, nella celebrazione eucaristica o fuori di essa. Colui che commette questo delitto, sia punito secondo la gravità del crimine, non esclusa la dimissione o la deposizione.</div> <div style="text-align: justify;"></div> <div style="text-align: justify;">Art. 4</div> <div style="text-align: justify;"></div> <div style="text-align: justify;">§ 1. I delitti più gravi contro la santità del sacramento della Penitenza riservati al giudizio della Congregazione per la Dottrina della Fede sono:</div> <div style="text-align: justify;"></div> <div style="text-align: justify;">1° l’assoluzione del complice nel peccato contro il sesto comandamento del Decalogo, di cui al can. 1378 § 1 del Codice di Diritto Canonico e al can. 1457 del Codice dei Canoni delle Chiese Orientali;</div> <div style="text-align: justify;"></div> <div style="text-align: justify;">2° l’attentata assoluzione sacramentale o l’ascolto vietato della confessione di cui al can. 1378 § 2, 2° del Codice di Diritto Canonico;</div> <div style="text-align: justify;"></div> <div style="text-align: justify;">3° la simulazione dell’assoluzione sacramentale di cui al can. 1379 del Codice di Diritto Canonico e al can. 1443 del Codice dei Canoni delle Chiese Orientali;</div> <div style="text-align: justify;"></div> <div style="text-align: justify;">4° la sollecitazione al peccato contro il sesto comandamento del Decalogo nell’atto o in occasione o con il pretesto della confessione, di cui al can. 1387 del Codice di Diritto Canonico e al can. 1458 del Codice dei Canoni delle Chiese Orientali, se diretta al peccato con lo stesso confessore;</div> <div style="text-align: justify;"></div> <div style="text-align: justify;">5° <span style="color: #000000;"><b><i>la violazione diretta e indiretta del sigillo sacramentale</i></b>, di cui al can. 1388 § 1 del Codice di Diritto Canonico e al can. 1456 § 1 del Codice dei Canoni delle Chiese Orientali.</span></div> <div style="text-align: justify;"></div> <div style="text-align: justify;">§ 2. Fermo restando il disposto del § 1 n. 5, alla Congregazione per la Dottrina della Fede è riservato anche il delitto più grave consistente nella registrazione, fatta con qualunque mezzo tecnico, o nella divulgazione con i mezzi di comunicazione sociale svolta con malizia, delle cose che vengono dette dal confessore o dal penitente nella confessione sacramentale, vera o falsa. Colui che commette questo delitto, sia punito secondo la gravità del crimine, non esclusa la dimissione o la deposizione, se è un chierico.</div> <div style="text-align: justify;"></div> <div style="text-align: justify;">Art. 5</div> <div style="text-align: justify;"></div> <div style="text-align: justify;">Alla Congregazione per la Dottrina della Fede è riservato anche il delitto più grave di <span style="color: #000000;"><b><i>attentata sacra ordinazione di una donna</i></b>:</span></div> <div style="text-align: justify;"></div> <div style="text-align: justify;">1° fermo restando il disposto del can. 1378 del Codice di Diritto Canonico, sia colui che attenta il conferimento del sacro ordine, sia la donna che attenta la recezione del sacro ordine, incorrono nella scomunica latae sententiae riservata alla Sede Apostolica;</div> <div style="text-align: justify;"></div> <div style="text-align: justify;">2° se poi colui che attenta il conferimento del sacro ordine o la donna che attenta la recezione del sacro ordine è un cristiano soggetto al Codice dei Canoni delle Chiese Orientali, fermo restando il disposto del can. 1443 del medesimo Codice, sia punito con la scomunica maggiore, la cui remissione è pure riservata alla Sede Apostolica;</div> <div style="text-align: justify;"></div> <div style="text-align: justify;">3° se poi il reo è un chierico, può essere punito con la dimissione o la deposizione.</div> <div style="text-align: justify;"></div> <div style="text-align: justify;"></div> <div style="text-align: justify;">Art. 6</div> <div style="text-align: justify;"></div> <div style="text-align: justify;">§ 1. I delitti più gravi contro i <span style="color: #000000;"><b><i>costumi</i></b>, riservati al giudizio della Congregazione per la Dottrina della Fede, sono:</span></div> <div style="text-align: justify;"></div> <div style="text-align: justify;">1° il delitto contro il sesto comandamento del Decalogo commesso da un chierico con un <span style="color: #000000;"><b><i>minore di diciotto anni</i></b>; in questo numero, viene equiparata al minore la persona che abitualmente ha un uso imperfetto della ragione;</span></div> <div style="text-align: justify;"></div> <div style="text-align: justify;">2° l’acquisizione o la detenzione o la divulgazione, a fine di libidine, di immagini pornografiche di minori sotto i quattordici anni da parte di un chierico, in qualunque modo e con qualunque strumento.</div> <div style="text-align: justify;"></div> <div style="text-align: justify;">§ 2. Il chierico che compie i delitti di cui al § 1 sia punito secondo la gravità del crimine, non esclusa la dimissione o la deposizione.</div> <div style="text-align: justify;"></div> <div style="text-align: justify;">Art. 7</div> <div style="text-align: justify;"></div> <div style="text-align: justify;">§ 1. Fatto salvo il diritto della Congregazione per la Dottrina della Fede di derogare alla prescrizione per i singoli casi, l’azione criminale relativa ai delitti riservati alla Congregazione per la Dottrina della Fede si estingue per <span style="color: #000000;"><b><i>prescrizione in vent’anni</i></b>.</span></div> <div style="text-align: justify;"></div> <div style="text-align: justify;">§ 2. La prescrizione decorre a norma del can. 1362 § 2 del Codice di Diritto Canonico e del can. 1152 § 3 del Codice dei Canoni delle Chiese Orientali. Ma nel delitto di cui all’art. 6 § 1 n. 1, <span style="color: #000000;"><b><i>la prescrizione inizia a decorrere dal giorno in cui il minore ha compiuto diciotto anni</i></b>.</span></div> <div style="text-align: justify;"></div> <div style="text-align: justify;"></div> <div style="text-align: justify;"> Romae, e sede Congregationis pro Doctrina Fidei, die 18 maii 2001.</div> <div style="text-align: justify;"></div> <div style="text-align: justify;"> + JOSEPHUS Card. RATZINGER</div> <div style="text-align: justify;"> Praefectus</div> <div style="text-align: justify;"></div> <div style="text-align: justify;"> + Tharsicius BERTONE, S.D.B.</div> <div style="text-align: justify;"> archiep. em. Vercellensis</div> <div style="text-align: justify;"> a Secretis<span style="color: #000000;"><b><i>"</i></b></span></div> <div style="text-align: justify;"></div> <div style="text-align: justify;"> <span style="color: #0000ff;"><a href="http://www.vatican.va/resources/resources_norme_it.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">http://www.vatican.va/resources/resources_norme_it.html</a></span></div>