<p style="text-align: justify;">“Durante il procedimento ai giudici (il prete imputato) non è sembrato manipolatorio e non è apparso minimizzare i suoi atti. Al contrario, oggi in aula ha in pratica ammesso tutti i reati costitutivi, cosa che si vede raramente in questo genere di processi», ha esordito <strong>il giudice Amos Pagnamenta, </strong>che ha pure riconosciuto la possibilità che l’uomo durante gli interrogatori possa aver confuso massaggi e toccamenti per la tensione della situazione.</p> <p style="text-align: justify;"><strong>Un atto di accusa e una richiesta di pena sproporzionata</strong></p> <p style="text-align: justify;">Il giudice si è detto sorpreso che nell’atto di accusa siano stati menzionati elementi che non hanno alcuna rilevanza penale. Quindi la stessa richiesta di pena di oltre cinque anni secondo il giudice è sembrata sproporzionata. «Al contrario di quanto indicato dalla Procuratrice pubblica, il toccamento del petto di un uomo non è ritenuto un atto sessuale.</p> <p style="text-align: justify;">Solo i massaggi in cui vi è stato un contatto con i genitali sono quindi stati ritenuti». Da qui il ridimensionamento della condanna che è stata fissata in 18 mesi sospesi per due anni per complessivamente 4 episodi considerati atti sessuali su fanciulli, tre episodi di coazione sessuale e un episodio di atti sessuali con persone inette a resistere.</p> <p style="text-align: justify;"><strong>Prosciolto invece dal reato di pornografia per l’impossibilità di determinare con certezza l’età delle persone presenti nelle immagini da lui scaricate</strong>. Il sacerdote è stato quindi subito scarcerato. Secondo i giudici i toccamenti sono stati rapidi, e fugaci e sopra i vestiti (commessi contro un adulto sarebbero stati considerati molestie punibili con una multa pecuniaria).</p> <p style="text-align: justify;">La sentenza è stata motivata anche considerando il confronto con pene inflitte a persone che hanno commesso reati ben più gravi rispetto al caso in esame. Nella commisurazione della pena si è tenuto conto del pentimento e della collaborazione del presbitero, che ha spontaneamente fatto i nomi di vittime ai quali aveva proposto i “massaggi”. Infine, la corte ha vietato al sacerdote a vita ogni attività con i minorenni. Il prete è stato anche condannato a pagare indennizzi ad alcune delle vittime. <strong>La Procuratrice pubblica Valentina Tuoni</strong> ha già annunciato che ricorrerà in appello. <span style="color: #ffffff;">ROLANDO LEO</span></p> https://catt.ch/newsi/condanna-a-18-mesi-per-il-prete-ticinese-accusato-di-abusi