Tag: minori

  • Portogallo, prete condannato a 10 anni per sevizie su minori

    Portogallo, prete condannato a 10 anni per sevizie su minori

    Accusato di aver abusato di almeno cinque seminaristi

    Lisbona, 2 dic. Un prete cattolico portoghese, ex vice rettore del seminario di Fundao, nel centro del Paese, è stato condannato oggi a dieci anni di reclusione senza la condizionale per sevizie sessuali su sei minori di età fra i 13 e i 15 anni. Lo hanno riportato i media locali.

    Il prete, Luis Miguel Mendes, 37 anni, è stato riconosciuto colpevole dei 19 capi di imputazione dei quali era stato chiamato a rispondere davanti al tribunale di Fundao. Il verdetto è stato annunciato al termine di un processo tenutosi a porte chiuse per proteggere le vittime, cinque delle quali, all’epoca dei fatti, erano seminaristi. Arrestato nel dicembre 2012, padre Mendes era stato da allora assegnato ai domiciliari e costretto ad indossare un braccialetto elettronico.

    Questo caso di pedofilia nella Chiesa cattolica è scoppiato a seguito della testimonianza di un quindicenne che aveva assistito alle sevizie di cui erano stati vittime i suoi compagni. L’ultimo caso di un prete cattolico perseguito e processato per pedofilia risale al 1993 quando padre Frederico Cunha fu condannato a 13 anni per l’omicidio di un quindicenne che aveva seviziato.

    Il caso di Luis Miguel Mendes ha rinnovato i sospetti che la Chiesa portoghese possa aver fatto passare sotto silenzio altri simili crimini. (con fonte Afp)

  • I misteri del convento dei Benedettini di Finalpia

    I misteri del convento dei Benedettini di Finalpia

    “Percorsi per prevenire la pedofilia” by Diocesi di Savona-Noli Questo è il titolo che hanno scelto il vescovo di Savona Vittorio Lupi e il pro-vicario Antonio Ferri per le iniziative antipedofilia che la diocesi, con la consulenza del consiglio pastorale, hanno attuato. Un titolo rassicurante, ma sarà proprio cosi?

    Nei giorni scorsi alcune voci curiose, hanno attirato l’attenzione della nostra associazione sul convento dei frati Benedettini di Finalpia, dove ricordiamo è stato nascosto per diversi anni il sacerdote Pachistano accusato di pedofilia Josef Dominic, morto in circostanze descritte in maniera veramente contrastante dalle dichiarazioni dei Benedettini, quelle dei fedeli che quella mattina andarono a messa e quelle dell’ospedale. Ad attirare l’attenzione sono state le raccomandazioni fatte a persone che per vari motivi frequentano il convento, il quale ospita, oltre al miele, le candele e tutti i prodotti derivati all’allevamento delle api, anche Nello Giraudo, indagato per pedofilia.

    Essendo stato riconosciuto da alcuni frequentatori del convento, viene loro raccomandato il massimo silenzio, qualcuno dichiara addirittura che “è agli arresti domiciliari e non si deve sapere”. La ormai storica omertà del clero e la recidività nel nascondere casi simili attira la nostra attenzione e ci rechiamo sul posto per vedere meglio il reale stato della situazione. Appostato con l’auto in un parcheggio attendo un poco e verifico il fatto che Giraudo frequenta il convento, dove si dice che faccia il cuoco.

    Faccio un giro e verifico la segnalazione che mi è pervenuta in precedenza, la quale lamentava il fatto che proprio adiacente al convento ci sia una scuola elementare, oltre al dato che nei giorni di mercoledì, ad esempio, più di 100 bambini frequentano il catechismo. Il convento non è quindi il posto ideale per nascondere, con la scusa degli arresti domiciliari, un personaggio come Giraudo. Tenendo conto del fatto che i genitori dei bambini non sanno del pericolo, decidiamo di informarli noi. 30-11-2011- ore 15,30 circa il sottoscritto, accompagnato dal prof. Roberto Nicolick, si recano presso il convento semplicemente per raccomandare ai genitori di non perdere di vista i loro figli poichè il convento non è il luogo ideale per dei bambini e che la prevenzione è fondamentale.

    La reazione dei genitori è stata positiva nell’ accogliere la segnalazione, ringraziando per essa, mentre non è stata delle migliori nei confronti dei Benedettini. Possiamo dire che “i percorsi per prevenire la pedofilia” attuati dalla diocesi lascino un po’ a desiderare, ponendo l’interrogativo sulla coscienza dei responsabili i quali, malgrado sappiano perfettamente quale sia la natura del Giraudo, gli permettano stare in luoghi frequentati da minori. Non posso dire che sia un’iniziativa lodevole. Speriamo quindi che, dopo le lamentele dei genitori che sono stati informati, vengano presi provvedimenti un pò più seri e soprattutto più sicuri, non solo nel caso di Giraudo.

    Le denunce fatte al vescovo Lupi, confermate dalle vittime, segnalano anche la presenza di altri sacerdoti abusatori nella diocesi, prescritti dalla legge laica e quindi non perseguibili, ma che siano perseguibili o meno dalla legge non coincide con il fatto che un pedofilo non guarisce: la pedofilia è un disturbo della personalità a carattere recidivante. Invitiamo caldamente Mons. Vittorio Lupi e Mons. Antonio Ferri a prendere almeno delle precauzioni a tutela dei bambini, nei confronti di queste persone e di evitare di tenere nel clero personaggi dei quali si sostiene (senza aver mai fornito prova) che siano stati ridotti allo stato laicale. Nella mattinata avevamo preventivamente avvisato il comando di Polizia Municipale di Finale Ligure, domani la segnalazione sarà inviata anche al Sindaco e all’assessore alla pubblica istruzione del comune di Finale Ligure. Ricordiamo che qualche mese fa la segnalazione era già stata fatta al Vescovo di Savona e al Priore del convento, purtroppo senza alcun esito. Francesco Zanardi Portavoce “Rete L’abuso”

  • Per il vescovo Egger niente indagine interna dopo le accuse a Don Carli

    Per il vescovo Egger niente indagine interna dopo le accuse a Don Carli

    Facciamo qualche passo indietro e leggiamo le vergognose dichiarazioni del vescovo Egger su don Carli e don Pedrotti. Emerge il ruolo di don Pedrotti come persona informata dei fatti e che tuttavia, come si legge nella sentenza di appello, avrebbe reso dichiarazioni contraddittorie alla Corte.

    http://www.vb33.it/news/se1134414487.htm

    12-12-2005 20:08 – CRONACA / GIUDIZIARIA
    Per il vescovo Egger niente indagine interna dopo le accuse a Don Carli

    Il vescovo non ha ritenuto necessario avviare un indagine conoscitiva interna alla Curia, benché l’abuso sessuali sui minori sia previsto anche dal codice ecclesiastico. E’ il dato più eclatante emerso dall’udienza del processo contro don Giorgio Carli, il sacerdote accusato di violenza carnale nei confronti di una giovane parrocchiana, e che ha visto in mattinata sulla sedia dei testimoni il vescovo della diocesi Bolzano/Bressanone, monsignor Wilhelm Egger il quale nel corso delle indagini preliminari si era avvalso della facoltà di non rispondere richiamandosi al Concordato e all’articolo 200 del codice di procedura penale. Sollecitato dalle domande di procura e parte civile, il vescovo ha ribadito di non aver disposto accertamenti interni in quanto era già in corso quello penale.

    Non avevo nessun motivo per fare delle indagini” – ha detto monsignor Egger specificando che il trasferimento di don Carli dalla parrocchia di San Pio Decimo dove secondo l’accusa si sarebbero svolte le violenza sessuali a danno di una bambina che allora aveva appena 9 anni, non aveva nulla a che vedere con i fatti denunciati dalla presunta vittima. E non c’entrerebbero nulla nemmeno le dimissioni dell’allora parroco di san Pio Decimo don Gabriele Pedrotti dall’importante carica di vicario generale.

    Il vescovo ha ribadito di non aver mai avuto sospetti o ricevuto notizie dei presunti abusi sessuali prima dell’arresto di don Carli ed ha rifiutato di riferire in aula, avvalendosi del segreto professionale, dei colloqui avuti con le persone e tanto meno quelli con don Gabriele Pedrotti del quale, ha detto di non essere mai stato a conoscenza di una presunta relazione con una parrocchiana separata. La parte civile ha chiesto l’acquisizione agli atti del processo dei fascicoli di don Giorgio Carli e don Gabriele Pedrotti contenuti nell’archivio segreto della Curia.

    Dopo il vescovo ha deposto l’imputato. Don Giorgio Carli, tranquillo e sorridente, ha negato decisamente di aver mai solo pensato di poter violentare chicchessia, specificando di non aver mai avuto rapporti sessuali con nessuno né prima né dopo il voto di castità.